Partiamo da alcuni cenni, che dovrebbero essere scontati, ma che in realtà nell'attuale società non lo sono di certo.

Un attivista è qualcuno che è attivo nelle campagne per il cambiamento, normalmente nei problemi politici o sociali.

Spesso sento in giro di persone che si uniscono in associazioni, che si pongono obiettivi di degno rispetto, ma che poi non fanno nulla di concreto e questo non solo nel campo IT ma ovunque.

Io li chiamo "muli da soma" perchè, pur non avendo nulla contro i muli che considero bellissimi animali, sono stantii nelle loro posizioni, magari solo filosofiche, ma non fanno nulla di concreto: non promuovono notizie reali di interesse sui social, non restano in ascolto su argomenti e temi di interesse generale, sono passivi e puoi anche bastonarli ma restano come dei "muli" che non usano il loro cervello o non ne sono dotati di uno. Loro subiscono gli effetti e le conseguenze senza capire che potrebbero fare poco, in massa, per lottare per un diritto, qualcosa che dovrebbe appartenere a tutti noi.

Di associazioni in Italia se ne vedono parecchie, di associati che spendono alcune decine di euro per vantiarsi di essere soci ce ne sono a palate, allora perchè nessuno fa nulla?

Siamo davvero arrivati ad essere abituati al bastone ed alla carota, piegati perennemente a 90°??? Davvero ci siamo ridotti in questo stato con un cervello ormai lobotomizzato???

Oggi nel Parlamento Europeo stanno cercando ancora di forzare il chat control, una vera porcheria che distruggerà la nostra privacy per sempre e, sui social anche decentralizzati, di cosa si legge? Cazzate su cazzate e rimando di altri temi come se la privacy non sia un nostro diritto fondamentale.

Mi spiace per i "muli da soma" ma se vogliono vendersi il culo che lo facciano con il loro!

Io continuo a sostenere la campagna europea Fight Chat Control sia con Ufficio Zero Linux OS che con Boost Media APS-ETS e voi? Andate sul sito Fight Chat Control, fatelo subito: selezionate gli europarlamentari (tutti) e inviate loro a mezzo mail il template generato. Manca ancora poco tempo e non possiamo pensare ad un'umanità senza privacy!

"Sono ancora in piedi" recita così uno dei brani più popolari di Elton John...

Somiglianze, similitudini, stati d'animo ma non solo. Il mio mantra è "se non ti apprezzano lascia pure che si fottano" (scusate il francesismo).

Negli ultimi tempi vedo e sento nell'aria che qualcosa non va nel verso giusto: persone che all'apparenza ti danno consigli per decidere della direzione che deve prendere la tua vita o il tuo progetto (perchè è comunque parte di te stesso), persone che dall'alto della loro "esperienza" (di questa fungia) o del "loro pensiero" si permettono anche indirettamente di allontanarne altre dal mio cammino, in modo subdolo, senza avere il coraggio di dirmi in faccia le cose come stanno e del perchè mi dovrei piegare ai loro interessi. Interessi di cosa poi???

Queste persone che pensano di essere chissà chi non hanno invece compreso che il vero favore lo stanno facendo loro a me, allontanando cosi dal mio cammino altre persone che, se avessero creduto in un rapporto serio non si sarebbero fatte plagiare da altre. Persone che si sono "vendute" per un piatto di lenticchie.

A tutte queste persone dico: Sono ancora in piedi! e ci resterò. La vostra sporca tattica di farmi sentire isolato non funziona anzi mi rafforza.

Sono una persona pragmatica, anticonformista che punta dritto ai suoi scopi non curandomi dell'impressione di quattro capre che non vogliono metterci la faccia e non vogliono essere parte del cambiamento, per cui continuate pure nella vostra "pietosa opera" così che io possa continuare a ridere di voi.

Al mondo d'oggi capita molto spesso che vengano tirati su servizi per la comunità, come capita anche spesso che questi servizi, anche attivati su dispositivi piccoli quali raspberry ed altro, vengano attivati per test e poi lasciati per cosi dire in "produzione" facendoli usare e promuovendoli.

Fin qui nulla di male, anzi...

Se però questi servizi vengono poi utilizzati da decine, centinaia o migliaia di utenti, quando si verifica un qualsiasi problema è sempre meglio avvisare tramite i canali social del problema.

Questo non accade mai o di rado, perchè manca proprio la "professionalità" di offrire un servizio, oppure si pensa in modo innocente che trattandosi di un servizio gratuito non si debba avvisare gli utenti per eventuali blackout ecc. Niente di più sbagliato!

Bisogna sempre ricordarsi, al netto delle donazioni che si ricevono (se se ne chiedono) che chi dona lo fa perchè crede nel servizio e chiede (proprio con quella donazione) stabilità per il servizio.

Allora perchè la maggior parte di coloro che gestiscono progetti non è tempestiva nell'avvisare di un determinato problema? E perchè, pur avendo un sistema di monitoring (eventuale) non ci si prende la briga di comunicare un disservizio sui propri social?

Finchè non cambieremo mentalità si corre il rischio che tali servizi vengano visti dall'esterno come il passatempo di uno o dell'altro "dilettante" che poi cerca di puntare a farsi anche promuovere, correndo il rischio che eventuali partner possano anche essere danneggiati per i continui disservizi dovuti alla sua applicazione.

E' questo quello che vogliamo? Vi lascio riflettere con questa domanda.

Da sistemista, appassionato di informatica, o anche dal punto di vista di creazione di progetti vedo gli stessi in un solo modo: una maratona infinita e vi spiego il perchè.

Un qualsiasi progetto ha bisogno di evolversi anche solo per la compatibilità del linguaggio usato con i nuovi sistemi che dovranno continuare a "digerirlo" e farlo funzionare nel miglior modo possibile. Un progetto, quindi, non può solo essere creato e dichiarato al mondo, ma merita una costante modifica nel tempo e quindi un riadattamento.

Per questo mi viene in mente il paragone con una maratona infinita, dove non si corre ma si procedere per gradi, per non accusare la stanchezza a lungo termine. Ovvio però che portare avanti un qualsiasi progetto, anche di una applicazione che all'apparenza potrebbe essere "stupida", richiede sforzi, impegno e nuova linfa per non affaticare i neuroni del nostro cervello, per cui, come in ogni maratona ci sono molti runner che percorrono le tappe nella speranza di giungere al traguardo, cosi per ogni milestone di un qualsiasi progetto si ha la necessità anche fisiologica di farsi assistere da forze sempre fresche o che possono, ed aggiungo, debbono portare anche punti di vista differenti sul mantenimento, sull'evoluzione e modifiche varie. Un progetto che nasce e prosegue con una sola risorsa (persona) non potrà mai fare più strada di uno in cui ci sono altre persone pronte, nel loro tempo libero, a darti una mano.

Mi è capitato per Ufficio Zero Linux OS ma lo stesso accade in Boost Media APS, dove ogni volontario/socio può proporre eventuali punti di vista differenti anche solo per svegliare in noi nuove idee, quelle che sono alla base di qualsiasi applicazione.

Una alternativa potrebbe essere quella, se si è in tanti, di dividersi in micro compartimenti, ciascuno con i suoi compiti, ma questa scelta implica che ogni risorsa (volontario/socio) sia consapevole che si può progredire anche solo facendo un minimo ma in modo costante nel tempo.

Questo il mio pensiero sul quale potete essere o meno favorevoli, ma la mia visione è questa.

Sentiamo spesso in ambienti che trattano iniziative Open Source il termine o la frase "fare rete" ma che significato ha questo termine per me?

Contrariamente a quanti la pensano in un modo più chiuso e mi verrebbe da dire più da "bigotti", questo termine per me rappresenta la massima espressione di contatto a livello non solo umano ma soprattutto commerciale.

In un mondo sempre più isoltato, in cui ci si ritrova spesso solo a chattare con persone, stringere accordi commerciali e di marketing anche a costo zero (non per forza ci deve essere un introito economico) significa stringere una Partnership con regole da rispettare da ambo le parti e che possa portare da un banale scambio link fino a collaborazioni ben più profonde e nidificate con conseguenti benefici.

Lo è stato per me la collaborazione o partnership, siglata con i Devol, per promuovere Ufficio Zero Linux OS ed i servizi del fediverso italiano in cui è bastata una semplice "stretta di mano" senza il bisogno di un accordo scritto, ma potrei farvi numerosi esempi.

A chi dice invece che una partnership implica un accordo dietro compenso posso rispondere con numerosi esempi di collaborazione/partnership anche di loro stessi con altri soggetti e/o entità, quindi abbiate il coraggio di stringere mani, di confrontarvi e di comprendere punti di vista diversi dai vostri perchè la vita (e quindi anche le relazioni marketing) non è tutta di un solo colore o almeno esistono altre tonalità di quel colore che possono non essere catturate dal nostro occhio.

Prima ancora di parlare con qualcuno apritevi ad una nuova visione perchè non sempre A equivale ad A e con questo concludo parte del mio pensiero che potrete prendere come spunto o criticare, ma che rimane pur sempre il mio pensiero su quest'argomento.